Personalizzare un sito con l’AI non significa darlo in pasto a un modello che ti crea il sito da zero. Parliamo di un lavoro dove tu puoi decidere se e quali contenuti e funzionalità adattare in base alle preferenze e ai comportamenti degli utenti in tempo reale.
Grazie a tecnologie avanzate come machine learning, reti neurali ed elaborazione del linguaggio naturale, è possibile raccogliere dati dettagliati sugli utenti che decidono di accettare condizioni del tuo sito come i cookie, ad esempio. Usando questi dati senza intaccare la privacy delle persone puoi offrire loro esperienze sempre più mirate e rilevanti.
Ad esempio, alcuni e-commerce come Amazon utilizzano già algoritmi di AI per analizzare gli acquisti e le preferenze di navigazione. Così suggeriscono prodotti e promozioni adatte a ciascun cliente. Questa personalizzazione non solo aumenta la soddisfazione dell’utente, ma migliora anche i tassi di conversione e il tempo di permanenza sul sito.
Se ti interessa sperimentare interventi del genere sul tuo sito web, sul tuo e-commerce o su una qualsiasi piattaforma o portale che possiedi, non ti resta che continuare a leggere.
Sito e AI come si interfacciano?
Quando parliamo di AI applicata a un sito, parliamo di tecnologie di intelligenza artificiale che si possono integrare a un sito già sviluppato.
Qui allora può entrare in gioco il machine learning. Google ad esempio lo utilizza per riconoscere pattern di comportamento e prevedere azioni future degli utenti, in modo da personalizzare i risultati di ricerca. L’elaborazione del linguaggio naturale consente invece di implementare chatbot capaci di comprendere davvero cosa chiedono le persone. In questo modo il servizio clienti decolla. Altra tecnologia chiave è il recommendation engine, che suggerisce contenuti e prodotti in base agli interessi dell’utente. La usa Netflix, quando raccomanda film e serie basati sui titoli visti in precedenza.
Tutte queste tecnologie si basano su reti neurali. Sono loro, in buona sostanza, che permettono di raccogliere e interpretare i dati in un certo modo.
Passando direttamente alle principali tecniche per personalizzare un sito con l’AI, troviamo l’utilizzo di contenuti dinamici, che si aggiornano in base ai comportamenti e alle preferenze dell’utente. Un esempio è HubSpot, che consente di creare pagine da personalizzare per diversi segmenti di pubblico.
Ovviamente i già citati chatbot velocizzano e alleggeriscono il supporto clienti. Anche la mail marketing direttamente collegata a un sito può essere notevolmente migliorata col supporto dell’AI. Infatti si possono automatizzare newsletter, notifiche, aggiornamenti e promozioni personalizzate.
Come implementare AI nel tuo sito
Implementare l’AI per personalizzare un sito richiede un piano ben definito. Innanzitutto, è fondamentale stabilire gli obiettivi di personalizzazione e identificare le metriche chiave per misurare i risultati. Queste sono ad esempio il tasso di conversione o il tempo di permanenza sul sito.
Passando agli strumenti, puoi trovarli su diverse piattaforme, sia open source che a pagamento:
- TensorFlow è una delle più note, fornendo strumenti per implementare machine learning e reti neurali facilmente integrabili in siti web.
- Hugging Face offre modelli per l’elaborazione del linguaggio naturale che creano chatbot o analizzano il comportamento degli utenti.
- Apache Mahout è ottima per creare raccomandazioni personalizzate e segmentare l’audience.
- Amazon Personalize permette di implementare raccomandazioni avanzate con il supporto di algoritmi ottimizzati da Amazon.
- IBM Watson offre una suite completa di strumenti AI, tra cui elaborazione del linguaggio naturale e analisi predittive.
- Google AI Cloud Platform consente di creare modelli personalizzati per predizioni e analisi avanzate sui dati utente, ideale per personalizzare esperienze su larga scala.
Le dritte di Kilobit
Alla luce di un’infarinatura tecnologica, di esempi precisi e di piattaforme da esplorare, sai da dove cominciare. Tuttavia consigliamo, prima di procedere, di non esagerare con l’intelligenza artificiale. Ricorda che un sito prefabbricato da un’intelligenza artificiale a oggi non è paragonabile a un sito progettato e sviluppato da una web agency. Questo perché progettazione e sviluppo da parte di professionisti, che si sono interfacciati col cliente, danno risultati dotati di organicità. Organicità tra codice e contenuti grafici, tra spazi e soluzioni di testo, tra disposizioni e azioni che si vogliono incoraggiare. Il tutto, votato a un’esperienza precisa, che va anche a caratterizzare l’identità del brand. Identità che si è già costruita prima non artificialmente.
In altre parole ti stiamo dicendo che è meglio un sito progettato e sviluppato “naturalmente”. E non ve lo diciamo solo perché è parte del nostro lavoro. Ci interfacciamo quotidianamente con strumenti di AI. Sappiamo che i risultati, per la progettazione e le generazioni, non sono quasi mai fedeli a quello che si ha in mente e sono quasi sempre imprecisi tecnicamente. Ovviamente raffinando i prompt si hanno risultati interessanti e relativamente funzionali… ma l’AI deve rimanere un supporto. Non deve diventare una sostituzione.
Quindi non stiamo dicendo che contenuti generati col supporto dell’AI, non siamo mai funzionali… anzi!
Ma avendo a che fare con tecnologie così importanti, è cruciale mantenere il controllo su quello che si vuole e che si sta facendo. Solo così si potranno capire e utilizzare al meglio (e anche valorizzare) gli strumenti che hai in mano.
Non è andando di corsa che vai al passo con le tecnologie, ma approcciandole con coscienza e critica scevre di idealizzazioni e pregiudizi.